La fine dell’anno (2016)

Tra poche ore inizierà un nuovo anno. Per me la semplice successione e progressione di un numero matematico che scatta ad una certa ora, non significa un granché però tutt’attorno sembra di percepire quest’atmosfera dove si accendono propositi e nuove speranze ed il desiderio nelle persone, di iniziare qualcosa di nuovo.

Le feste mi fanno uno strano effetto, specialmente la fine di un anno: quest’anno. All’interno del mio cuore so ciò che vorrei accadesse, so che vorrei sentirmi meno solo, so che vorrei risolvere il conflitto con alcuni demoni che puntualmente mi vengono a trovare per mettermi alla prova. Provano a farmi star male e talvolta o quasi sempre ci riescono ma, quasi sempre anche, prima o poi, riesco a rialzarmi e a ritrovare me stesso… mentre invece un’altra metà di me non si è ancora mai fatta raggiungere.

Ho letto e visto alcune frasi di ispirazione che raccontavano, in modo scenografico, il passaggio dal 2016 al 2017 ma credo che quello che conta veramente sia “il cuore”, il modo, l’energia con cui le cose vengono dette e vissute e non solo l’apparenza o il numero dei like “mi piace” messi su Facebook.

Quest’anno mi trovo in un posto speciale e, credo, non vorrei trovarmi altrove. Qui sulla presunta isola di Atlantide (Sardegna), circondato dal mare e dalla natura sono, forse riuscito a liberarmi da alcuni pensieri e da qualche chiusura.
Qui, da questo posto magico (reso, perché no, speciale anche grazie alla mia presenza e storia di vita) libero i miei pensieri al cielo, al mare e li dedico al mio ed altrui cuore speciale.

Sento che l’anno che verrà non sarà facile per me ma in questo momento ho buona fede in quel magico mistero che chiamo Universo e, da qui, incomincio mentalmente da zero, il mio “nuovo” cammino.

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Ho bisogno di un anima bella, ho bisogno di dolcezza.

Dopo le botte, dopo la violenza, ho bisogno di respirare.
Ho una grande voglia di cancellare tutti i volti umani, la rabbia e quel suono dell’impatto sul mio corpo che sprigiona dolore da ogni parte.
Mi sento profondamente ferito, stanco delle persone, di questo mondo, della maledetta sensazione di sentirmi sbagliato perché non sto riuscendo ad essere come il mondo vuole e richiede che io sia.

Sono qui, rannicchiato in un angolo della scuola: nessuno si è “fortunatamente” accorto della mia assenza: i compagni giocano tranquilli. In questo momento vorrei un abbraccio, vorrei dolcezza, vorrei che la violenza non fosse mai arrivata. Ho in testa tutto il suo rancore e, mi sta ancora ferendo.

Vorrei qualcuno, vicino che non fosse quel qualcuno.

Vorrei non sentirmi lo schifo che mi fanno sentire.
Dentro di me percepisco che c’è tanto amore, dopo le botte cerco di costruirmi amore perché senza non riesco a vivere.

I miei limiti bruciano così come le botte ma, la mia mente vola libera in viaggi magicamente astrali, in sensazioni che gli altri conoscono un po meno di me, di me che vivo profondamente questa mia immensa emotività.

I pensieri non si fermano, l’animo è a terra: sto piangendo ma tu arrivi e mi prendi per mano!


Mi lascio trasportare dai tuoi cori e suoni nasali, dai tuoi “mmmmmmm…” dalla tua musica nata in Irlanda, nata da dentro di te o chissà da quale magica fonte e, come una mamma che ti vuole bene, mi porti via dal campo di guerra dove sono stato pestato.

Mi metti in contatto con la natura, con le foglie, con i colori di stagione, mi sollevi con le note e i magici canti. Il tuo volto mi cattura e, quasi cancella il mio dolore.


Ti voglio bene. Allora questo mondo non è tutto cattivo? – Guarda che cosa mi è successo e cosa continua ad accadere da tempo! – Posso raccontarti come mi sento? Conosci un’altra parte di mondo dove le mie giornate non siano tutto il tempo un incubo da cui risvegliarsi? Dove dare e dove ricevere amore così come la musica che tu mi dai?

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Scrivere una lettera

Scrivere una lettera ed andare in Irlanda.
Scrivere a qualcuno; scrivere un diario.
Scrivere per qualcuno che può leggere quello che, per una ragione o per un’altra, non si riesce a comunicare a parole, magari “a quattrocchi”, forse per il tempo limitato o per l’impossibilità di raggiungere fisicamente la persona.

La scrittura “può essere potente”.

Vorrei scriverti perché non riesco a trovare la possibilità di comunicare con te ed ho delle cose da raccontarti. Che cos’è la vita senza comunicazione, che cosa sarebbe?

E’ così strano scrivere una lettera? Dipende sempre a chi la scrivi e in quale contesto, e se si scrivesse una lettera a quasi uno sconosciuto che però ci ha ispirato “poesia”? Se si uscisse da tutti gli schemi, scrivendo cose non troppo scontate?

Mi piacerebbe la tua attenzione, ecco perché ti scrivo; sono convinto che “hai da fare” ma vorrei un po del tuo tempo per me. Qualcosa della tua energia mi affascina e voglio capire cos’è, perché e cosa possa centrare con me… per cui ho deciso di scriverti.

Ti ho scritto e poi ho cancellato. Le parole mi erano sfuggite, forse il testo era troppo personale, mi accorgo che non è facile scriverti e tal volta, ci rinuncio.

Alla scrittura dev’essere seguita la lettura per essere compresa, chi leggerà? Come interpreterà? Fa piacere quando ci sentiamo apprezzati mentre è più difficile vivere con giudizi negativi verso e fuori da noi.

Ti scrivo o non ti scrivo ma spero che la mia sensibilità, la mia più bella parte di me, possa essere accolta e compresa. Apprezzata per la sua rarità, per tutto il dolore che ha dovuto trasformare per continuare ad essere vita perché, senza amore non c’è sopravvivenza.

Ti scrivo perché mi sento solo, ti scrivo perché non mi piace quasi niente di quello che mi circonda. Ti scrivo perché non riesco a volare da te, in Irlanda, ti scrivo perché mi piaci: vorrei tanto incontrarti!


Ti scrivo perché spero che mi leggerai, ti scrivo perché a lezione non c’è tempo per parlare, ti scrivo perché, anche se ci siamo conosciuti da poco, sento che avrei tante cose da dirti.

Ti scrivo perché spero che nelle mie parole coglierai quello che a me sfugge. Mi sono un po’ perso e così scrivo per lasciare traccia del mio percorso e, come un filo di Arianna, spero di ritrovare la strada della mia vita.

Ti scrivo senza sapere se è giusto o sbagliato, ti scrivo dopo averci pensato e poi scelto che dovevo stare da qualche parte (tra lo scriverti e il no) e, così ti scrivo una lettera.


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Mi dispiace che non ci sei


Mi dispiace che non ci sei, che non sei qui!
Mi dispiace che esisti solo nella mia fantasia e che più il tempo passa, più ho la sensazione di perderti ancora di più, anche se tu non ci sei, non ci sei mai stato.

Fa male al cuore ma tanto ci è abituato. Il mondo mi sembra, a volte o spesso, così freddo!

E’ strano poter dire di sentirsi soli nonostante si è circondati da tante voci che strillano e pretendono, giudicano e sono così diverse da te: le senti così distanti da te!

Mi dispiace che non ci sei perché ora ti starei parlando, vorrei abbracciarti senza vergogna. Forse vorrei cancellare la realtà e dipingerne una nuova dove tutto è normale: è normale il bello.

Da sempre sulla terra, su questo pianeta … esiste il bene ed il male e, con il tempo ho visto il demonio indossare maschere attraenti. Si veste bene il demonio, ha bisogno di un bel volto ed una bella voce per attirare l’attenzione; se non sei in equilibrio ci caschi.

Fa freddo qui su’. Il tempo passa ed io disegno un cuore sulla neve pensando che è un vero peccato che tu non sia qui, non sei mai esistito.

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Autonomia e Lavoro

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Svegliarsi la mattina ed inseguire un obbiettivo. Rispecchiarsi in ciò che facciamo, avere energia, visualizzare il bello, avere una propria autonomia.

Vedere in una tazzina di caffè la prima pila della giornata che ci dà una spinta ad iniziare.

. . .

Svegliarsi la mattina e non avere obbiettivi, non sapere perché siamo al mondo.

Cercarci in ogni gesto, ogni passo ogni persona, ogni fiore per poi scoprire che siamo unici e irripetibili.

Vedere e sentire la propria autonomia lontana, credere che un lato bello c’è: è solo da trovare!

Vedere in una tazzina di caffè il primo passo per affrontare la giornata quiete e senza impegni ma con la sempre presente preoccupazione economica.
Sentirsi senza energie.

Le due facce della medaglia.

Poche parole per esprimere un mondo, una realtà o un’interpretazione dalla quale non sai come uscire. Tutti o molti hanno suggerimenti, ma qual’è la mia strada?

Sono qui, sto facendo quello che posso, sto giocando la mia partita in cui ci sono spesso vincitori e sconfitti: qualche volta si arriva al pareggio.
La partita è in corso, spero di non averla già persa perché sogno ancora di vincerla!

 

marcoborla_piccola

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Fiocco di Neve per Regalo

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Fiocco di Neve… verso questo periodo Natalizio che mi pare di sentire profumare l’aria e portarmi verso una sensazione di magia, tu mi hai trovato e mi hai scritto.

Hai spezzato il silenzio, il grigio e la troppa solitudine che, per il pensiero di non essere compreso e che “le combinazioni di colore non avrebbero avuto successo”, ho messo da parte. Si tratta di quella parte di me che vorrebbe compagnia ma che non riesco ad accontentare.

Che cosa vorresti da Natale? Questa domanda si fa ai bambini sotto questo periodo. Adoro vedere la loro gioia e i sogni che si accendono nei loro occhi, mentre pensano ad una risposta da dare.

Ci sono persone strane su questo pianeta o forse il diverso sono io, dentro di me viaggiano emozioni e sentimenti, pensieri e sensazioni profondissimi.
Quando arriva il Natale, sarebbe bello se ogni forma di povertà e di carestia si annullasse da lì per tutti i giorni successivi e… vorrei vedere il benessere delle persone. Che cosa vorresti nel pacco?

Una carica d’Amore, fiocco di neve che cadi dal cielo ma che presto cambierai direzione.

Un fiocco di neve fra tanti ma l’occhio si è soffermato proprio su di te, non so perché… ma, fiocco di neve, anche se provi a mostrarmi un camino io… ti sento freddo, fiocco di neve.
Presto volerai via, correrai dai bambini in cerca di gioia e ti dimenticherai di me.

Un fiocco di neve magico nella città, sarebbe bello. Da un fiocco di neve, sai che magie potrebbero accadere… vorrei essere rapito da una magica luce blu e poi un portale ci porterebbe verso un’altra dimensione… la dimensione dei sogni che sono visibili solo a chi li crede… sarebbe una bella fiaba fiocco di neve ma, mentre scrivo e sogno, tu sei già andato via.

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La Strada

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Sulla strada potrei scrivere molto!
E’ facile trovare un punto di inizio di questa storia:

è successo tutto così in fretta, è bastato qualche istante di secondo in cui il mio pensiero ha immaginato questo percorso per ritrovarmi in questa passeggiata!

Sono uscito di casa, oggi ho ricavato questo spazio in cui sto ascoltando le mie emozioni mentre vedo nascere alcune domande.

Qual’è il presente che sto vivendo? Quali sono i colori, che tipo di persone e di energie mi stanno circondando in questo momento? Io come sto vivendo “il tutto”?
… Mentre mi chiedo questo guardando in avanti mi sorge una nuova domanda: dove portano questi binari, dove va a finire la strada? Con chi sto parlando?

Ho lasciato per qualche istante “la mia base tecnologica”, fatta più che altro da un PC e dal Software che gira su di esso ed online nel mio blog e mi sono immerso in questa passeggiata!
Il “mio mondo virtuale” dove ho trovato uno spazio di espressione occupandomi di sicurezza, web e di aiuto. Tutto questo mi tiene impegnato e mi aiuta a passare il tempo mentre fuori dalla stanza sembra che tutto sia in competizione e guerra.

Ho sognato di occuparmi di Persone in cerca della strada, ho sognato di viaggiare con esse nella Dimensione Emotiva per ritrovare e scoprire il proprio benessere ma, ancora là fuori non sono riuscito a sviluppare quest’immagine di me. Quella giungla là fuori mi fa paura e tutte le volte mi inciampo, cado e mi faccio male. A volte penso che sia tutto un sogno stupido che faccio, altre ci credo di più ma sempre torno su questo pensiero del vedermi accanto alle emozioni in ricerca di vero benessere! Mettere a disposizione il mio strano e difficile percorso per tramutarlo nella gioia d’Amore più grande che ci sia!

Da circa due anni mi sono ritrovato allontanato dal mondo del lavoro. Dovrei esserne contento visto la mia storia, la mia entrata sofferente guidata da una corrente che non era il mio flusso ma, se acquisto vantaggi da una parte, da qualche altra andrò a pagare un prezzo ed è quello economico.

La “nostra” economia ci permette di fare cose creando così la libertà dell’individuo, ma nello stesso tempo è anche una prigione che ce ne priva.

Oggi sembrano esistere due schieramenti di persone: quelle che lavorano e hanno entrata economica ma carenza di tempo libero (presentano stress lavorativo), e quelle che non lavorano che, hanno tempo libero ma carenza economica (stress economico). Dov’è meglio stare?

Trovare un equilibrio non è facile anche se il vivere in equilibrio dovrebbe essere molto più semplice rispetto al vivere una vita in bilico lontani da sé.

Dove porta la Strada, la magia di questo Universo? Mi trovo qui da solo su questi binari e i pensieri, le mie emozioni, la mia storia mi tengono compagnia.

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La giusta temperatura

la-giusta-temperaturaFa un poco freddo. Fino a poco fa sentivo che il clima era un po troppo caldo e mi accorgo che sono alla costante ricerca della giusta temperatura, non solo nell’aria, ma nell’intera Vita!

Ricerco un equilibrio: la giusta quantità di Amore, Sogni e Praticità nelle cose.

Mi perdo nelle tinte, mi perdo nel colore del mio strano e singolare mondo.
Mi sento un essere fragile che, nella sua fragilità, contiene la sua bellezza ma anche il suo difetto!

Una margherita che espone i suoi petali al sole ma che una folata di vento forte, porta via.

Guarda quei sassi sulla terra, come sono ben saldi e duri: sembrano molto forti! Ci puoi fare affidamento! Ho provato ad essere, sentirmi sasso ma, non ci sono riuscito: mi si crepavano i sentimenti ai quali sono abituato e sentivo troppo grigio, troppo freddo, troppo duro e mi mancava “la mia leggerezza”, i colori, la flessibilità.

Sono nato fiore in un terreno che non riesco a sentire come il mio e ricerco, sogno sempre, che prima o poi, troverò il clima giusto. Troppo freddo, fa male e a lungo andare uccide. Qui, tra questo campo di sassi, sono tutti duri e mi chiedono di essere altrettanto ma, io fiore, non ci riesco.

Oggi il cielo è molto azzurro, ci sono nubi bianche di qua e di là che creano una decorazione perfetta. I sassi dormono, qualcuno è impegnato nell’esercitarsi a resistere ancor di più ai colpi più duri. Qualcuno cerca in sé dell’oro, altri fanno a gara sul miglior soggetto per un quadro. Io oggi mi lascio accarezzare da questo leggero venticello e prendo la luce di questo sole. Continuo a sognare il giusto clima anche se non ho la minima idea di come sia.

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L’Arrivo dell’Autunno (2016)


autunno

Ho sentito dire che ogni stagione ha un suo perché e, lo voglio credere anch’io!

L’Autunno come l’Inverno, ci portano a riflettere maggiormente, dentro noi stessi!

Gli alberi si spogliano del loro vestito verde (solo qualcuno resiste) ma, prima di fare questo, vengono espressi colori magnifici!

Si tratta di un passaggio importante: finalmente, dalla stagione calda (e a volte troppo calda), si arriva ad una ventata di freschezza!

Probabilmente qualunque stagione, se protratta per sempre, risulterebbe noiosa; si finirebbe per farci l’abitudine senza più apprezzarla.

Proprio in questo autunno 2016, ho pensato e deciso, di dar vita a questo nuovo libro – blog dove poter raccontare alcuni pensieri, alcune emozioni, condividendo.

Un po’ di autunni fa avevo deciso di andare a passeggio, lungo il sentiero di un parco, vicino a dove abito. Probabilmente mi trovavo in un giorno centrale e lavorativo della settimana: quale momento migliore per assaporare un contatto fra me e la natura?

Mi è rimasto impresso il ricordo di un lungo viale alberato (il principale del parco) che si protraeva verso distese di prati accompagnati dal cielo azzurro e dalle montagne in lontananza. Un’incessabile pioggia di foglie che cadevano giù dall’alto mi aveva estremamente sorpreso: pareva che quel sentiero mi stesse aspettando ed ora, era in festa!

Mille colori svolazzavano come farfalle e la strada che stavo percorrendo, era tutta per me!

C’era un’aria magica ed era mattina. Mi ero svegliato presto e avevo nostalgia del parco che mi aveva tenuto compagnia durante la stagione calda. Nel primo pomeriggio (poco prima dell’ora di pranzo) avrei iniziato il mio turno lavorativo presso un bar poco distante da casa.

Prima di affrontare il movimento e qualcosa che a volte mi stava un po’ stretto, avevo deciso di esplorare l’interno di me stesso cercando la sintonia in un luogo tranquillo e selvaggio. Quella natura mi faceva sentire parte di un universo molto più vasto rispetto alla piccola realtà che vivevo e vedevo.

Ora ero pronto, avrei portato questo viaggio e quest’immagine con me, per il resto della giornata.

L’Autunno, come l’Inverno può essere magico e straordinario; dipende tutto dal punto di vista da cui decidi di vederlo.

marcoborla_piccola

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