Archivi mensili: Novembre 2020


Alla fine sei volata via, Piera 1

Alla fine è volata via… Tra rabbia e dolore che ho sentito in questi giorni.

Non mi sembra ancora vero e i 90 anni non sono comunque una grossa attenuante per sentirmi meglio.

Gli ho scritto l’ultima cartolina quest’estate. Ora non ci sarà più il “telefono a zia Piera” oppure passo a trovarla. È così la vita… Gli volevo bene e ho dei magici ricordi di me e lei quando andavo in montagna a Sause e facevo una vita semplice senza tecnologia.

Giocavamo alla fontana, facevamo la nostra passeggiata al pomeriggio e si faceva una bella salita.. che a pensarci ora.. mia zia era davvero forte, donna di altri tempi con l’arte del cucire e della passione per la montagna.

Era schietta, come mi diceva spesso: ti diceva quello che pensava senza tanti giri di parole.

Per chi l’ha vista da fuori era un’anziana ma dietro a quel volto consumato dal tempo, c’era molto di più. Fa male.. già.. perché mi manca e mi mancherà ancora di più quando mi accorgerò che il suo numero squilla o vuoto o che non risponde più la sua voce.


Mentre te ne vai 2

Il mio sguardo si incastra, rimane bloccato su un ramo di bacche rosse che rappresentano i caldi e vivi ricordi di me e di te, della mia infanzia e di momenti di semplicità. Momenti unici vissuti con te!

Ci troviamo in questo difficile periodo di emergenza covid-19, momento che ci vede fisicamente sperati e che aumenta tutte le difficoltà sanitarie oltre che a quelle pratiche e di libertà.

In questi giorni, in questo ultimo mese molte cose sulla tua salute sono cambiate e considerando che l'età c'è, considerando delle non piacevoli scoperte che hanno suscitato in me molta rabbia interiore, sento e percepisco il timore che te ne stia andando.

C'è questo dolore dentro che ancora non si è del tutto acceso perché i pensieri non sanno dove andare e l'animo non vuole credere.

Prima o poi sarebbe accaduto che mi avresti e ci avresti salutato lasciandoci all'avventura di questa vita moderna, così diversa dalla tua che è fatta di altri tempi (1930).

Rosse e vive bacche come i ricordi e le emozioni che ho accanto a te, cara zia Piera.

Mentre scrivo sei ancora qui e tutto intorno mi fa arrabbiare quello che vedo e percepisco ma mi sento impotente... mi sento bloccato e incredulo e qualcosa brucia dentro.

Sono incredulo e anche addolorato di questa trasformazione della vita. Ti voglio bene.