Capodanno al mare


Quest’anno, per capodanno, avevo il desiderio del mare. Ci sono alcuni gatti e gattini qui (in tutto all’incirca otto) che ci hanno dato il benvenuto appena arrivati. Sono per la maggioranza gattini neri dagli occhietti dolci; qualcuno sofferente perché impestato da una fastidiosa “malattia”. Hanno uno sguardo dolcissimo di chi per le prime volte, esplora il mondo. La loro presenza mi scalda. Si soffermano spesso davanti alla finestra della grande terrazza: sono gatti randagi e si capisce subito che hanno fame da come mangiano le crocchette e qualche pezzo di carne che gli abbiamo dato. Si capisce anche come l’acqua scarseggia e come, una ciotola ripiena di quel liquido trasparente da bere, sia ben apprezzato.

Qui al mare sto camminando più che a casa. Finalmente la stanza in cui sono rinchiuso sempre ha il colore di altre pareti e la finestra dà sul mare; sulla spiaggia deserta ora avvolta da alcune alghe. In paese non c’è nessuno o quasi. L’unico locale aperto è un bar dove il maggior numero di clienti all’interno, in questo periodo è di tre persone, ma il caffè è buono: servito in una tazzina calda.

Qui la connessione ad Internet scarseggia ovvero uso i GB inclusi nel mio piano mobile e, così, l’uso del PC diventa molto inferiore: quasi nullo. Dedico il tempo a qualche passeggiata, a volte ad un riposo oppure mi ritrovo a gattonare sul terrazzo in cerca di contatto e affetto con questi meravigliosi esseri dagli occhietti dolci e curiosi.

La vita, per un attimo, sembra più naturale. Capodanno al mare.

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