Dolore profondo

 

C’è un dolore profondo che risuona nei miei pensieri

  • da dove arriva, che cos’ha da dire?
  • quali sono i momenti che sto vivendo, cos’è capitato in questi giorni, quali sono i miei obbiettivi, cosa mi sostiene e mi dà energia ogni giorno o cosa me ne risucchia?

C’è nebbia, agitazione e malessere nel tempo invernale che sto vivendo.

Sento che mi manca la pace e l’amore.

C’è un tetto, c’è un calore artificiale (che però non riesce a riscaldare il cuore), c’è la presenza di cibo (che però non riesce a nutrire l’anima).

Ci sono i pensieri dell’apprezzare tutto ciò che abbiamo piuttosto di sprofondare nella disperazione e risaltare quello che ci manca eppure… ho paura che la barca stia andando alla deriva!

Marco, alla deriva potresti scoprire nuove terre e nuove realtà, non è detto che il tuo viaggio finisca, non è detto… ma la catastrofe continua ad essere davanti ai miei occhi perché man mano che il tempo passa, quest’imbarcazione imbarca acqua.

Di chi mi posso fidare, che cosa sono queste onde che attraversano energie e pensieri confondendosi con le intuizioni?

C’è un dolore profondo che non vedo come risolvere. Fa freddo fuori, si congela. Ci vorrebbe una nave nuova.

Mentre scrivo mi rendo conto che le onde di cui parlo non sono quelle del mare ma sono energia nell’aria, sono frequenze d’onda, pensieri e correnti. C’è una grande marea di confusione e paura dentro di me. Fa freddo.

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Il gruppo non è facile: arriva Enya e spazza via la negatività

La mia mente è strana, particolare quanto la mia anima e storia.

La solitudine è mia amica, lo è dovuta diventare con il tempo anche se quando si sta sempre insieme non è facile la convivenza!

Sin da quando ero piccolo una specie di repulsione mi allontanava dagli altri, la mia realtà sembrava così diversa, con così poco in comune!

Da tutta la vita ricerco costantemente il benessere mio e delle altre persone. Da tutta la vita cerco di vedere il bello nelle anime anche se, spesso, mi capita (purtroppo) di notare con facilità il lato meno luminoso, la parte meno bella “delle cose”. La mia teoria è che questa dimensione in cui vivo sia affetta da un particolare virus che con il tempo ha colpito anche me.

La società moderna è fatta per lo più di lavoro e tecnologia, pare che andando avanti si sia imparato sempre meno a rispettare l’ambiente aumentando il consumismo, così paesaggi come quelli raffigurati in questo post, sono sempre più rari e distanti dai centri abitati ma, quando li guardi, hanno qualcosa di magico che riaccende una parte spenta dentro te.

In questi mesi sono entrato a far parte di un gruppo virtuale (dietro il quale ci sono persone reali) e si accedono dinamiche che si ritrovano poi negli ambienti di lavoro o dove più elementi svolgono qualcosa in collaborazione. Questa collaborazione sembra però inciampare in problemi: più personalità si mettono a confronto ed in particolare quando arrivo io sembra che gli “equilibri” del gruppo si agitino e si disfino.

Questo gruppo fa’ parte di un ambiente, attività a cui tengo e per cui non sono ancora riuscito a rinunciare: ci ho messo tutti questi mesi per entrare a farne parte!
La storia sembra ripetersi e dirmi che non sono fatto per stare in gruppo.

Oggi Enya è venuta a trovarmi. In questa frase c’è un mio sogno che vedo difficile, almeno con il pensiero e con l’anima io sono convinto di riuscire, in qualche modo, ad entrare in contatto con lei.

La casa questa mattina, quando mi sono svegliato, era vuota: erano tutti via per una ragione o un’altra, così mi sono avvicinato alla cucina portandomi dietro il portatile e lasciando che la magica musica di Enya mi facesse compagnia.

Pochi minuti e l’aria era già diversa. E’ più facile e anche più piacevole cucinare in buona compagnia spezzando il rumore dei pensieri! Credo che la giornata abbia preso una luce diversa ed il mio cuore è volato di nuovo, in Irlanda.

Di nuovo a pensare alle energie, c’è ne sono diverse e noi siamo l’antenna che può decidere le frequenze. Noi siamo coloro che devono e hanno bisogno di amarsi, nonostante le difficoltà e le botte che la vita (o che gli altri) ci possono dare. Amati, credi in te, migliora, tieni stretto ciò che ti fa’ stare bene.

Se per qualcuno sei un cretino tu ripetiti tre volte quanto sei stato bravo in quella cosa oggi e chiediti sempre come puoi migliorare, per te e per gli altri, domani. Ricordati di essere sempre in discussione ma anche di non perdere la tua vera essenza e i tuoi valori!

Resta focalizzato su quello che sei e desideri essere, pensa a quello che ti piace e fallo tuo, le tue giornate saranno così, migliori.

 

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Da giorni scuri né arriva uno in cui c’è Amore

Da giorni scuri né arriva uno in cui, finalmente, c’è Amore!

Era giusto ieri sera che mi dicevo di tenere duro anche se tutti i miei sogni e le mie speranze risultavano infrante, impossibili e irrealizzabili. La mia vita sembra a volte diventata un po’ una prigionia di tante paure, disagi e limiti imposti dal complesso (e forse malato) ingranaggio di questa società.

Anche questa mattina, come le settimane precedenti, ho aperto gli occhi ritrovandomi un bel mal di testa e la voglia di alzarsi ed iniziare la giornata è svanita ma, prima o poi, prendi coraggio e salti fuori dal letto.

Una passeggiata forse è ciò che mi ci voleva ma più che altro il bisogno di incontrare, sul sentiero, un po’ di tenerezza e di sentimento, ancora. Prima di questo magnifico incontro con il cavallo qui a lato, ho avuto modo di scoprire un interessante libro (che riceverò a giorni) della Dott.ssa Carla Sale Musio intitolato “La personalità creativa“. Ho avuto il piacere di leggerne l’introduzione e né sono rimasto emozionato.

Oggi non è stata una giornata buttata al vento; il sole, alcune magiche parole ed un incontro particolare, hanno rallegrato e reso unici questi momenti. Al di là di tutto credo che ci sia il bisogno di Amore: di Amare e di sentirsi Amati ma anche di condividere e assaporare momenti di socialità sfumati a momenti con noi stessi.

E così, da giorni scuri, né arriva uno in cui, finalmente, c’è Amore!

 

 

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La paura ed una palla ai piedi

C’è una forza che è l’opposto della fluidità di cui sono in cerca. La vita non scorre più ed ogni cosa diventa complicata. Sistema economico e spese: un prezzo per ogni cosa che si fa’ ed un unica soluzione per ricaricare: il lavoro, una condanna della libertà? Non lo capisco questo mondo, forse non capisco in pieno me stesso e questa vita, le decisioni e le leggi di madre natura che da naturali si trasformano in raffinate, artificiali.

La paura è una palla ai piedi che m’impedisce di camminare e di danzare a ritmo di musica, di godere della vita. E’ quel lato oscuro delle cose là fuori, di quella che chiamano realtà.

Qualche psicologo sostiene che la realtà dipende da che punto di vista e da che posizione la guardi… ma io ho l’impressione che qualcuno abbia creato il business anche dei posti. Solo pochi privilegiati hanno accesso alla libertà economica che, molto spesso ti arricchisce di libertà potenziale sulle cose che puoi fare ma ti toglie in salute e in tempo da dedicare alle cose che ti piacerebbero oppure la mente resta sempre impegnata sui problemi che sono difficili da lasciare andare. Il sistema economico è come un mare che s’inquina di petrolio: è difficile dimenticare o ignorare il male che sta distruggendo casa tua. La paura di ciò che sta fuori, la freddezza dell’assenza dei rapporti… questo è il lato oscuro di oggi che mi viene a trovare in una giornata di sole e di sogni che non smetto mai di fare.

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Amore, Leggerezza, Lievezza.

Ogni giorno tiro avanti aprendo gli occhi al mattino e cercando di arrivare alla sera in un mondo che fatico a comprendere.
Se mi venisse chiesto che cosa vorrei essere vorrei Amore, Leggerezza e Lievezza.
Abbiamo bisogno di sano svago, di affetto, di veri valori e non illusioni o trappole studiate a doc per intrappolarci.

Se il male complica e con il peso, l’apparenza ed il potere cerca di schiacciare: SEMPLIFICA, metti a posto, fai luce, sii trasparente mantenendo la tua vita nel giusto riserbo. Ce la puoi fare… dice qualcuno: forse non ne sono ancora del tutto convinto ma proverò a crederci di più ripetendolo più volte perché attualmente, il futuro, mi spaventa tantissimo!

Condivido in questa pagina di post, due video di due canzoni di Max Pezzali che apprezzo moltissimo per i loro testi.

 

Diventa il semplificatore e risolutore il positivo di tutte le situazioni, le complicazioni ed i problemi.

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I social network ci uccidono?

Trovami, cercami sul social network, mi troverai. Aggiungimi così rimaniamo in contatto. Ci sono eventi interessanti oggi? Creiamo insieme un gruppo di discussione oppure nel tempo libero è bello scorrere tra i video e i post. Il tempo passa e non te ne accorgi.

Che bello lo schermo nuovo del mio smarphone: guarda come si vede bene il social. Condividiamo questo post, leggiamo cosa fa “Carlo”, cerchiamo amicizie nuove.

I social network sono una ragnatela che cattura la maggior parte di noi. Ti puoi trovare in giro e scoprire che qualcuno sta guardando proprio sull’applicativo del social. Quadratini colorati, notizie, immagini e video per chi non vive più, per chi ha bisogno di viaggiare senza prendere troppo tempo dopo il lavoro. Viaggiare con il social è più veloce che organizzare ed affrontare un viaggio e “costa poco”.

Il social ti ricorda i compleanni, sono già più di venti gli auguri ricevuti oggi però così non vale! E’ bello percepire che qualcuno si è ricordato di te perché si è emozionato nel conoscerti e ha memorizzato un giorno in cui farti sentire importante. E’ forse meglio ricevere pochi auguri ma sinceri. Ho voglia di sparire dai social, ci sto pensando.

Rimanere senza social sul cellulare. Lasciare che chi mi cerca sul web mi trovi in quello che considero il mio spazio e non sul social… dove ogni giorno crescono anche casini ed incomprensioni. Ci stiamo robotizzando sempre di più? Ricevi qualcosa di gratuito e in cambio qualcosa perderai.

Lasciare i social nel 2017, qualcosa di non facile o forse più semplice una volta che hai iniziato il primo passo. Il social che ci controlla, ci registra e ci incasina… ci ruba l’attenzione dal mondo e dalle persone che realmente ci circondano e, sembra diventare tutto virtuale; tutto da vivere sul social. Quante volte al giorno lo apri?

Social. Riflessioni sui social. Quasi quasi, provo a lasciarlo andare in ricerca di un valore più profondo di cui sento carenza: l’affetto e l’emotività reale / interiore.

 

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Con la pioggia o con il sole

Con la pioggia o con il sole,
questo è un luogo incantato, magico che sento casa mia.


C’è il giusto spazio e la giusta luce (anche se a volte possono capitare giornate più buie); c’è
l’esatta tranquillità di cui sento il bisogno. Ci sono le parole, i disegni, le immagini e la fantasia e “c’è cuore”.

Il Blog di PeopleInside, così come il sito web stesso e lo spazio di Marco Borla dedicato alla ricerca e al benessere interiore, sono spazi d’interiorità ed espressione, sono spazi sacri dentro di me.

Che ci sia la pioggia o che ci sia il sole qui c’è l’azzurro e l’arancione.

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Capodanno al mare

Quest’anno, per capodanno, avevo il desiderio del mare. Ci sono alcuni gatti e gattini qui (in tutto all’incirca otto) che ci hanno dato il benvenuto appena arrivati. Sono per la maggioranza gattini neri dagli occhietti dolci; qualcuno sofferente perché impestato da una fastidiosa “malattia”. Hanno uno sguardo dolcissimo di chi per le prime volte, esplora il mondo. La loro presenza mi scalda. Si soffermano spesso davanti alla finestra della grande terrazza: sono gatti randagi e si capisce subito che hanno fame da come mangiano le crocchette e qualche pezzo di carne che gli abbiamo dato. Si capisce anche come l’acqua scarseggia e come, una ciotola ripiena di quel liquido trasparente da bere, sia ben apprezzato.

Qui al mare sto camminando più che a casa. Finalmente la stanza in cui sono rinchiuso sempre ha il colore di altre pareti e la finestra dà sul mare; sulla spiaggia deserta ora avvolta da alcune alghe. In paese non c’è nessuno o quasi. L’unico locale aperto è un bar dove il maggior numero di clienti all’interno, in questo periodo è di tre persone, ma il caffè è buono: servito in una tazzina calda.

Qui la connessione ad Internet scarseggia ovvero uso i GB inclusi nel mio piano mobile e, così, l’uso del PC diventa molto inferiore: quasi nullo. Dedico il tempo a qualche passeggiata, a volte ad un riposo oppure mi ritrovo a gattonare sul terrazzo in cerca di contatto e affetto con questi meravigliosi esseri dagli occhietti dolci e curiosi.

La vita, per un attimo, sembra più naturale. Capodanno al mare.

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La fine dell’anno (2016)

Tra poche ore inizierà un nuovo anno. Per me la semplice successione e progressione di un numero matematico che scatta ad una certa ora, non significa un granché però tutt’attorno sembra di percepire quest’atmosfera dove si accendono propositi e nuove speranze ed il desiderio nelle persone, di iniziare qualcosa di nuovo.

Le feste mi fanno uno strano effetto, specialmente la fine di un anno: quest’anno. All’interno del mio cuore so ciò che vorrei accadesse, so che vorrei sentirmi meno solo, so che vorrei risolvere il conflitto con alcuni demoni che puntualmente mi vengono a trovare per mettermi alla prova. Provano a farmi star male e talvolta o quasi sempre ci riescono ma, quasi sempre anche, prima o poi, riesco a rialzarmi e a ritrovare me stesso… mentre invece un’altra metà di me non si è ancora mai fatta raggiungere.

Ho letto e visto alcune frasi di ispirazione che raccontavano, in modo scenografico, il passaggio dal 2016 al 2017 ma credo che quello che conta veramente sia “il cuore”, il modo, l’energia con cui le cose vengono dette e vissute e non solo l’apparenza o il numero dei like “mi piace” messi su Facebook.

Quest’anno mi trovo in un posto speciale e, credo, non vorrei trovarmi altrove. Qui sulla presunta isola di Atlantide (Sardegna), circondato dal mare e dalla natura sono, forse riuscito a liberarmi da alcuni pensieri e da qualche chiusura.
Qui, da questo posto magico (reso, perché no, speciale anche grazie alla mia presenza e storia di vita) libero i miei pensieri al cielo, al mare e li dedico al mio ed altrui cuore speciale.

Sento che l’anno che verrà non sarà facile per me ma in questo momento ho buona fede in quel magico mistero che chiamo Universo e, da qui, incomincio mentalmente da zero, il mio “nuovo” cammino.

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Ho bisogno di un anima bella, ho bisogno di dolcezza.

Dopo le botte, dopo la violenza, ho bisogno di respirare.
Ho una grande voglia di cancellare tutti i volti umani, la rabbia e quel suono dell’impatto sul mio corpo che sprigiona dolore da ogni parte.
Mi sento profondamente ferito, stanco delle persone, di questo mondo, della maledetta sensazione di sentirmi sbagliato perché non sto riuscendo ad essere come il mondo vuole e richiede che io sia.

Sono qui, rannicchiato in un angolo della scuola: nessuno si è “fortunatamente” accorto della mia assenza: i compagni giocano tranquilli. In questo momento vorrei un abbraccio, vorrei dolcezza, vorrei che la violenza non fosse mai arrivata. Ho in testa tutto il suo rancore e, mi sta ancora ferendo.

Vorrei qualcuno, vicino che non fosse quel qualcuno.

Vorrei non sentirmi lo schifo che mi fanno sentire.
Dentro di me percepisco che c’è tanto amore, dopo le botte cerco di costruirmi amore perché senza non riesco a vivere.

I miei limiti bruciano così come le botte ma, la mia mente vola libera in viaggi magicamente astrali, in sensazioni che gli altri conoscono un po meno di me, di me che vivo profondamente questa mia immensa emotività.

I pensieri non si fermano, l’animo è a terra: sto piangendo ma tu arrivi e mi prendi per mano!


Mi lascio trasportare dai tuoi cori e suoni nasali, dai tuoi “mmmmmmm…” dalla tua musica nata in Irlanda, nata da dentro di te o chissà da quale magica fonte e, come una mamma che ti vuole bene, mi porti via dal campo di guerra dove sono stato pestato.

Mi metti in contatto con la natura, con le foglie, con i colori di stagione, mi sollevi con le note e i magici canti. Il tuo volto mi cattura e, quasi cancella il mio dolore.


Ti voglio bene. Allora questo mondo non è tutto cattivo? – Guarda che cosa mi è successo e cosa continua ad accadere da tempo! – Posso raccontarti come mi sento? Conosci un’altra parte di mondo dove le mie giornate non siano tutto il tempo un incubo da cui risvegliarsi? Dove dare e dove ricevere amore così come la musica che tu mi dai?

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